NOVITÁ POLITICHE E RELIGIOSE

In questi mesi, due temi hanno dominato la scena politica e religiosa del Perú e di Huacho: le elezioni presidenziali e la rinuncia del vescovo Mons. Antonio Santarsiero.

LE ELEZIONI PER IL CONGRESSO E IL PRESIDENTE

É scandita da due date: le elezioni generali del 12 aprile e quella del ballotaggio per il nuovo presidente il 7 giugno.
Fin da piccolo ho seguito tutte le elezioni politiche qua e lá nel mondo. Peró é un conto parlare dell’Italia, e un’altra cosa é capire e vivere la política del Perú. Qui mi accorgo di essere “straniero” come dice la mia carta di identitá: carné de extranjeria che devo rinnovare ogni anno dal 2007. Ci vuole prudenza nel parlare e soprattutto nello scrivere. Ho fatto silenzio totale sul mio facebook, anche per paura dei commenti che a volte possono essere super offensivi se ti vedono schierare da una parte o dall’altra. Quanto odio si é scatenato.
Sono scesi in campo ben 35 partiti con i loro rispettivi candidati per il Congresso, per il Senato e per la presidenza della Repubblica.
La pubblicitá é fatta anche sulle pareti delle case, oltre ai comizi in piazza e i dibattitti televisivi. Qui tutto normale fino all’ultima settimana quando gli animi hanno cominciato a scaldarsi e anche gli insulti non sono mancati. Le inchieste spesso mettevano come vincitore Rafael Lopez Aliaga con il suo partito Renovación Popular.
Qui esiste un meccanismo di controllo nei giorni delle elezioni con un nome strano: ‘legge secca’ Olre al proibire la vendita di liquori, controlla anche gli orari delle Messe, solo al mattino presto e dopo la chiusura dei seggi. Chiesa chiusa perché tutti devono andare a votare, pena una multa salata.

IL GIORNO DEL CAOS

Tanti preferiscono votare presto al mattino, vanno anche un’ora prima a fare la coda. Ma le porte non si aprono, passa un’ora, passa un’altra e finalmente alle 11 tutto pronto. A parte il protestare, piú di uno se n’era tornato a casa infastidito. Cosa era successo? Una zona della capitale Lima non aveva ricevuto il materiale per le votazioni dall’impresa contrattata per la distribuzione, programmata per il giorno anteriore. Errore umano degli autisti dei camion, un boicottaggio involontario o una strategia politica fraudolenta? Di tutto e di piú, con l’estensione dell’ora di chiusura e un decreto legge molto sospetto di riapertura per il lunedí dei seggi affettati, tutti in Lima. A vantaggio di chi? Guarda caso erano seggi supersicuri di Rafael Lopez Aliaga che alla fino non passó il turno per una manciata di voti.
Altro dramma é stata la lentezza dei conteggi, per guasti tecnici ai computer e ritardi eccessivi dalle zone lontane, con le schede arrivate al passo di lumaca. Altro che caos, ognuno puó immaginarlo, anche per i ritardi dei voli con le schede dall’estero.
Votarono 20 milioni di peruviani, compresi quelli che sono all’estero, per un totale del 73% di affluenza. Da quel giono inizió la spasmotica attesa dei risultati, mentre le polemiche si facevano sempre piú aspre.
L’agenzia Italia Ansa commenta
“Trentatré giorni dopo la celebrazione del primo turno delle elezioni presidenziali, il Jurado Nacional de Elecciones del Perù ne ha finalmente proclamato i risultati. Ha indicato nella conservatrice Keiko Fujimori, leader di Fuerza Popular e nel progressista Roberto Sánchez, rappresentante di Juntos por el Perú, i candidati alla presidenza della Repubblica, nel secondo turno elettorale previsto per il prossimo 7 giugno.
Fujimori è stata la candidata più votata lo scorso 12 aprile, con il 17,19% dei consensi (2.877.678 in valore assoluto). Fino quasi all’ultimo però è stato incerto il nome del suo avversario, perché a battersela per il secondo posto sono stati Sánchez, uscito vincente dalla contesa con una percentuale del 12,03% (per 2.015.114 voti) e il candidato di estrema destra Rafael López Aliaga, arrivato terzo con l’11,91%, (pari a 1.993.905 voti) e una differenza di 21.000 voti rispetto al secondo classificato”.
Il candidato perdente Rafael Lopez Aliaga scatenó una tempesta di ricorsi, a tutti i livelli, convinto di essere stato vittima di frode elettorale, ma i numeri non si cambiarono. Si va al ballottaggio: la conservatrice Keiko Fujimori contro il progressista Roberto Sanchez”.

UN VERO DUELLO DA FILM: KEIKO VS SANCHEZ

Per me é troppo lungo il distacco tra il primo e il secondo turno delle elezioni, quasi due mesi che scavarono un solco di divisione sempre piú profondo doloroso nel popolo.
Ho visto il dibattito televisivo tra i due, come fosse un duello a colpi di spada, meglio di fioretto. Nessuno dei due é riuscito a dare la stoccata finale ma ognuno é uscito con le ossa rotte.
Lo stesso tra la gente comune, sui giornali, radio locali e le scritte sui muri. Stavolta un ordinato silenzio ha scandito il ritmo della domenica del ballottaggio del 7 giugno, con la chiusura dei seggi alle ore 17 puntuali.
Dopo un’ora si hanno i primi risultati con rispettive proiezioni. Scoppia il terremoto devastante non di pochi minuti, ma con una durata quasi di un mese per sapere chi fosse il vincitore. Non so se qualcuno é morto di infarto seguendo i bollettini della ONPE ora dopo ora, in uno stillicidio mai visto, in una altalena di risultati nelle percentuali che sempre parlavano di impatto tecnico.
Anchío sono stato sveglio quasi tutta la prima notte per vedere il su e giú tra Keiko e Sanchez, che fu il primo a gridare: “Abbiamo vinto”.
Dopo 22 giorni di spasimo, con un lungo e combattuto scrutinio ecco la vittoria di misura di Keiko Fujimori per un margine ridotto di meno di 50.000 voti (50,12%) su Roberto Sánchez.
La stoccata finale del duello viene dalla diaspora, con piú di un milione di peruviani all’estero (120.000 in Italia) che hanno fatta inclinare la bilancia verso Keiko, al suo quarto tentativo.
Keiko Sofía Fujimori Higuchi diventa cosí la PRESIDENTA del Perú con il giuramento nel giorno sacro dell’Indipendenza, il 28 luglio.
L’ultma polemica si scatena nello stesso giorno con l’omelia del Cardinale Carlos Castillo di Lima, durante la Messa Te Deum.
Se sono rose, fioriranno. Questo é il mio sogno e augurio.

MONS. ANTONIO SANTARSIERO A QUOTA 75 ANNI

Mi trovo qui in Huacho, grazie a Mons. Antonio Santarsiero che nel 2007 ha scritto all’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Tettamanzi, chiedendo un sacerdote con esperienza per gli ospedali e le confessioni nella cattedrale di Huacho. Ho accettato, sono qui e continuo contento.
Siamo tutti membri della Chiesa Cattolica, con le sue solide radici in Gesú e in San Pietro, nostra guida in terra.
Il Vangelo é la fonte di tutto, mentre il Codice di Diritto Canonico presenta i diritti e doveri di ciascuno di noi, come Papa, vescovo, sacerdote, religioso e laico. Un Codice che dovremmo conoscere tutti noi, perché ci accompagna nel camino della vita cristiana di ogni giorno
Arriviamo alla pagina dei vescovi, al canone 401.
“Al vescovo che raggiunge l’etá di 75 anni, si chiede di presentare la rinuncia al suo incarico al Sommo Pontefice che deciderá tenendo conto di tutte le circostanze.”
Mons. Antonio Santarsiero ha compiuto 75 anni il 13 giugno 2026. Un mese dopo, da Roma, arriva il comunicato che il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Huacho di Sua Eccellenza Mons. Antonio Santarsiero Rosa, O.S.J. in conformitá al canone 401.
Sempre il Codice di Diritto Canonico dice che “Dopo la rinuncia conserva il titolo di Vescovo dimissionario della Diocesi di Huacho”. Comunemente si dice “Vescovo emerito”.< br> Questo é un procedimiento corretto, come per ogni “operaio” che raggiunge l’etá della pensione in qualsiasi istituzione.
Il nostro grazie per i suoi 22 anni di presenza illuminante tra noi, con tutte le opere che ha fatto e i sacramenti che ci ha elargito.
L’ultimo regalo che Mons. Santarsiero ha lasciato alla diocesi é stata la ordinazione di 4 nuovi sacerdoti. Il 29 giugno, nella festivitá di San Pietro e San Paolo, i diaconi Ronaldo, Neiver, Alexander e Cleiber restarono stesi al suolo al canto delle litanie dei Santi, per alzarsi poi dicendo con voce nitida il loro ‘Eccomi’. Sacerdoti per sempre secondo l’ordine di Melchisedec. Nello stesso momento io rinnovavo nel cuore il mio ‘Eccomi’ del 62° aniversario di sacerdozio. La loro giovinezza ha riacceso in me lo stesso slancio pastorale, sempre grazie a Gesú che ci ha chamato.
Con i nuovi quattro, il numero dei sacerdoti consacrati da Mons. Santarsiero supera i quaranta. Che bella ereditá ha lasciato alla Diocesi! Grazie Eccellenza.
Non possiamo nascondere che dei giornali internazionali hanno parlato di ombre nella vita del nostro vescovo.

SEDE VACANTE CON AMMINISTRATORE APOSTOLICO

Lo stesso Codice di Diritto Canonico indica i passi da fare per la nomina del nuovo vescovo. Appare cosí la figura dell’Amministratore Apostolico nominato direttamente dal Papa, nella persona di Sua Eccellenza Mons. Luis Alberto Barrera Pacheco M.C.C.I., vescovo del Callao.
< “Per governare una diocesi temporaneamente, ha la stessa potestà di un vescovo diocesano nel governare, insegnare e santificare. Principio di cautela: deve rispettare la regola di non fare riforme profonde (nihil innovetur)”.
Per la diocesi di Huacho il Codice si incarna in un nome: Mons. Luis Alberto Barrera Pacheco. Un volto, una storia, una personalitá, un futuro.
Martedí 11 luglio, in seminario, Mons. Barrera ha il primo incontro con circa 60 sacerdoti. Chiamato inaspettatamente dal Nunzio Apostolico Mons. Paolo Rocco Gualtieri per essere il nostro Amminstratore Apostolico, sorpreso, ha detto il suo sí. Al Papa stesso dovrá rendere conto della situazione in cui incontrerá la diocesi, per poter procedere alla nomina del nuovo vescovo.
“Comincio con voi, i vostri nomi, cosa fate… Prometto giá di visitarvi nelle vostre stesse parrocchie, cominciando da quelle sui monti”. Io mi sono presentato cosí: “Sono il patriarca di tutti i presenti, per etá e per anni di sacerdozio. Soffro di una malattia incurabile, ho nel cuore l’Africa, come lei. Sono qui a Huacho da 19 anni”. Al finale, un pranzo distensivo.

Sabato 25 luglio tutte le parrocchie della diocesi sono invitate alla Messa solenne per il suo ingresso ufficiale come nuovo responsabile della Diocesi, la ‘toma de posesión’. La cattedrale é strapiena, come nelle grandi occasioni. Mille occhi scrutano l’avanzare lento di Mons. Barrera verso l’altare. Mille orecchie si aprono per ascoltare la sua voce. Mille fedeli pregano con lui nel momento unico dell’elevazione. Tanti ricevono da lui la Santa Comunione. Tutti ascoltano la sua omilia chiara e concisa, compresa la sua presentazione autobiografica.
“Sono figlio di questa diocesi, sono stato consacrato sacerdote nella chiesa di Gorgor da Mons. Lorenzo León Alvarado nel 1995, sono stato missionario in Africa. Sono qui a nome del Papa per facilitare il vostro cammino in attesa del nuovo vescovo”.
Era entrato con il volto teso ma, terminata la Messa, riattraversa la navata centrale, con occhi sereni e un bel sorriso sul volto. Tutti cercano anche di toccarlo, di fare una foto, di ricevere una benedizione magari per dire: “Anch’io sono di Gorgor o di Cajatambo”. Gli applausi si susseguono, il gelo é sciolto.
Sono certo che potremo camminare bene, insieme.

UNO SPAZIO GIOCHI NATO DALLA GENEROSITÁ.

L’arcobaleno di generositá quaresimale delle parrocchie di Casatenovo e Cinisello Balsamo, ha fatto felici gli alunni della scuola Juan Valer di Huacho.
Riallacciadomi all’articolo precedente, l’arrivo di quasi 5.000 euro ha messo subito in moto la costruzione di uno spazio giochi piú ampio e sicuro nella scuola Juan Valer. Il 18 giugno c’é stata l’inuagurazione, una vera festa. “Un’opera che semina sorrisi e futuro”, secondo il canale televisivo TV 36 Huacho. Felicissima, piú ancora degli alunni, é la direttrice Merly Marivel Rojas Pereda che sottolinea la belleza della coordinazione con l’Italia per uno spazio ricreativo, ben protetto dai raggi del sole, con colori diversi e architettonicamente attraente. É stato arricchito di giochi che fanno la gioia di tutti i bambini, specialmente perché possono, saltare, ballare e fare acrobazie ridendo e scherzando”.
Io ero l’invitato d’onore, accolto come un re tra due ali di alunni super felici che gridavano ‘Colombo, Colombo’. Al collo avevo il mio piccolo crocefisso missionario con i 5 colori dei continenti. “Non sono io, non sono stati gli amici italiani, é stato Gesú a costruire il vostro parco giochi. Guardate qui il mio piccolo crocefisso. Senza la spinta di Gesú io non sarei mai arrivato a Huacho. A Gesú fate l’applauso”. Si scatenarono per due lunghissimi minuti. Poi la sempre gradita bendizione con gocce d’acqua santa ad ogni alunno, mentre una professora metteva al collo una corona del Rosario.

Impeccabile é stato il ritmo della ceremonia, in uno stile peruviano che sempre mi sorprende piacevolmente. L’innalzamento della bandiera, il canto a squarciagola dell’inno nazionale, il taglio del nastro bicolore e una bella martellata per rompere la bottiglia di champagne (avrei preferito berlo). Un video in italiano, della durata di 10 minuti, é stato inviato alle parrocchie di Casatenovo e a don Andrea di Cinisello. Sono stati entusiasti. Non si sono accorti peró che c’era lo zampino della Intelligenza Artificiale che aveva ‘clonato’ la mia voce e le mie cadenze, perché ai bambini avevo parlato in spagnolo non in italiano.

AL PARCO INFANTILE PER IL MIO 62° DI SACERDOZIO

La celebrazione liturgica é stata il 29 giugno, come una continuazione della ordinazione dei 4 sacerdoti novelli. Senza sfarzo, in sintonia con il motto classico che “ogni messa deve essere celebrata come se fosse la prima, l’unica e l’ultima”. La festa popolare ho preferito viverla con i bambini sabato 11 luglio, nel parco infantile che porta il mio nome.
La pagina del Comune di Huacho cosí la descrive: “Il parco infantile ‘Antonio Colombo’ apre le sue porte per fare sí che i bambini, i giovani e le famiglie possano condividere momento di allegria, ricreazione e serena convivenza in uno spazio sulla spiaggia dell’oceano che crea ricordi inolvidabili.

Cosí é stato sabato 11 luglio quando centinaia di bambini e bambine, accompagnate dalle loro famiglie, hanno goduto di un Grande Show Infantile, organizzato dalla Municipalitá di Huacho e un gruppo di maestre delle 13 scuole invitate. Animati da un vivace pagliaccio, con giochi, musica, personaggi infantili e molti regali, i piccoli hanno vissuto momenti di allegria e sano divertimento per tutto un pomeriggio per commemorare i 62 anni di sacerdozio di padre Antonio Colombo. Il tramonto del sole sull’Oceano li ha costretti a sospendere le loro acrobazie, su e giú dai 30 giochi del parco. Stanchi e felici hanno fatto il loro ritorno a casa.
Personalmente ho goduto molto nel vedere i bambini scatenati con la gioia che brillava nei loro occhi.

QUATTRO NOTIZIE VELOCI

1. In Milano, a 96 anni di etá ci ha lasciati don Antonio Mazzi. Un gigante nel campo educativo, specialmente per aiutare quelli scartati dalla societá. In tutti vedeva una scintilla dell’amore di Dio. Cosí riusciva a scaldare i cuori di tutti, anche quelli gelati e disperati. Per me un amico con cui ho condiviso momento sereni, conversando attorno a un tavolo dell’ Albergo Roma o ascoltandolo in una memorabile conferenza il 14 febbraio 2007, al teatro dell’Altopiano di Seveso. Un moderno San Valentino.

2. Sette italiani risultano tra le vittime dello schianto di un piccolo aereo turistico precipitato sopra le linee di Nazca in Perù, il 1° agosto. Il velivolo Cesna era decollato dall'aeroporto di Pisco, diretto a Nazca, con a bordo 11 turisti europei e due membri dell'equipaggio, i piloti, ma ha perso i contatti con il controllo del traffico aereo pochi minuti dopo. Le vittime sono tredici, tutti gli occupanti del velivolo. Nessuno è sopravvissuto. Le vittime italiane appartenevano a due famiglie di amici originarie della Brianza (Monza e Seregno), in vacanza insieme nel paese sudamericano. Tristezza e lacrime. Non si sanno ancora le cause del disatro.

3. Papa Leone XVI verrá in Perú. La conferma definitiva si realizzó in Vaticano con la presenza del presidente del Perú, ingeniere José María Balcazar. Tempo previsto per la prima quindicina di novembre. Cosí disse lo stesso presidente: “Sará un’occasione speciale per rinnovare la nostra fede, fortificare l’unione ecclesiastica e accogliere il messagio di speranza che il successore di Pietro trasmetterá al nostro popolo”.
La notizia ha acceso allegria in milioni di peruviani. Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa stanno scaldando i motori per accogliere al meglio questo Papa che sentono come ‘un peruviano in piú’. Anch’io sto pensando dove sará meglio incontrarlo, in Lima o in Pucallpa, dove ci sono i missionari milanesi.

4. Potere innalzare una coppa é sempre il sogno di ogni squadra di calcio. Cosí é stato domenica 30 agosto per il combattutissimo torneo in onore di San Bartolomeo, nostro patrono. Nella categoria giovani domina il mio ‘Club Deportivo Colombo’ vincendo la finale con il punteggio netto di 5-1. Tutti sono della periferia, ma ce l’hanno messa tutta per battere i cittadini della confraternita del Nazareno. Con questo spirito sognano di fare bella figura nella piú impegnativa categoría della Seconda Divisione nella Lega di Santa Maria. Forza ragazzi.
Dopo un inverno caldo, aspettiamo la Primavera.

Don Antonio Colombo

Huacho, 31 agosto 2026