TRE FOTO ANTI COVID

IL FOTOGRAFO

“Padre, siamo della DIRESA (Direzione Regionale della Salute), cerchiamo una persona, un volto, che ci aiuti nella lotta contra il Covid. Vogliamo educare la gente, abbiamo pensato a lei, solo qualche foto... Possiamo venire a casa sua?”
“Sono qui in casa, seguo tutte le norme del Governo. Beh, ci sto, vi aspetto”. Dopo solo 10 minuti arriva Luis, un fotografo professionale, con Pedro, un dirigente della Diresa, vecchia conoscenza dal primo giorno del 2007 quando ho messo piede nell’Ospedale Regionale come cappellano. Allora balbettavo lo spagnolo, ma Pedro riusciva a capirmi e soprattutto a incoraggiarmi. Mi spiegano quale é il loro progetto, mi danno due minuti per farmi bello, scelgono l’angolo del giardino piú adatto e via con gli scatti! Roba da modello, in posa per la pubblicitá. Con serenitá, ascolto gli ordini: “Si metta cosí, un po’ piú in qua, le mani cosí, le braccia cosá, i suoi occhi devo essere puntati sull’obbiettivo, la mascherina piú in su”. Intanto si ride e scherza. Almeno 30 scatti per scegliere poi le quattro piú significative per il progetto Diresa.
“Fatto, padre, grazie”. Se serve in questa terribile guerra, utilizzatele al meglio. Non dimenticatevi di mandarmi le foto!
Sono rimasto alcuni giorni in attesa, direi ansiosa. Il silenzio continuava, sollecito notizie e solo al quinto giorno sul mio Facebook appare il commento di un amico: “Congratulazioni, padre Antonio, seguiró i suoi consigli, non voglio cascare nella braccia di questo covid”. Sorpreso, cerco la pagina della Diresa dove trovo tre foto anti covid, proprio con il mio volto, corredato da messaggi chiarissimi per vincere la guerra covid.
Ne manca una, quella del vaccino… l’hanno messa nel cassetto, per ora… non é all’orizzonte, é lontanissimo.

TESTO UFFICIALE

“La Diresa ti consiglia. Il 17 marzo 2021 la Direzione Regionale della Salute, con l’aiuto del parroco della cittá di Huacho, padre Antonio Colombo, ti raccomanda di continuare a rispettare le misure di prevenzione. Vedere le tre foto.
• Uso adeguato della mascherina
• Disinfezione delle mani
• Distanza física
Tutto per la salute física e spirituale di ciascuno di noi”.
Copio sul mio Facebook, aperto a tutti, con 600 “me gusta”, 127 commenti e 129 condivisioni.
Mi diverto a leggere e a rispondere ai commenti. Ne scelgo tre.
• Gian Carlo Banfi: “Don Antonio, un prete sempre in mezzo alla gente, ma soprattutto sempre attuale e moderno. Lo era negli anni 60/70 a Cerro Maggiore, lo é ora nel nuovo secolo nell’altro emisfero. Un grande!!”
• Edith: “Bene, padre Antonio, come sempre ci dà consigli per poter proteggerci e stare bene attenti contro il virus. Che ‘Diocito’ continui a proteggerlo con buona salute”.
• Efrain: “ Un modello esemplare come sacerdote e come cittadino, per educare di piú la nostra comunitá. Super attivo”.
“Piú chiaro di cosi!” conclude Alida.

VIA CRUCIS IN FAMIGLIA… ALLA DON ANTONIO

Un proverbio dice che la notte porta consigli. Chiuso qui, chiuso lá, non si puó fare questo, non si puó fare quest’altro… Ma qualcosa si potrá fare, se non si puó andare in strada, si puó portare la Croce nelle famiglie, quando sono pronte per la cena.
Dopo una notte mezza insonne, mi invento regista, dopo l’esperienza del concorso televisivo dei presepi. Ci vuole un tema attraente, attori e attrici svegli, e un esperto informatico che possa manovrare tutto da casa sua. Pesco tra i ragazzi e ragazze cresciuti attorno a me in questi 13 anni in Perù. Ricevo subito un bel sí da Yhajaira, (adesso avvocata) come possibile presentatrice, la invito a un incontro programmatore, ma: “Padre, io non sono piú a Huacho, sono a Lima da un anno, dall’inizio della pandemia!” Non si tira indietro, suo marito é tecnico informatico, sua sorella Yhara medico, l’amico Gustavo esperto in liturgia e c’è anche Francesca, una cantante di Lima, pronta a partecipare.

Tutti attivano wasap (anch’io!), si intrecciano schemi, foto, minuti scanditi per ognuno, pubblicitá in parrocchia e tra gli amici e soprattutto il giorno e l’ora: tutti i venerdí di quaresima alle 19 per 45 minuti, non di piú. Mezzi di comunicazione: Zoom e nuova pagina streaming di facebook con Cris: “Via Crucis en familia con Padre Antonio Colombo”.
Si va in onda, con qualche tremolio venerdí 19 febbraio. Questo é lo schema: Presentazione per 2’, una stazione della via Crucis per 8’, una parabola del perdono per 8’, un tema familiare/sociale per 8’, impegno settimanale per 2’, due canti per 5’, preghiera e benedizione. Tutto in vivo, corredato da una ventina di immagini.

AUDITEL

Ricordo che, ai tempi di Cologno Monzese, visitavo gli studi di Canale 5. Lí mi dissero che una serie televisiva andò in onda una sola volta su 10 programmate. Pochissimi furono i telespettatori, un vero flop, annullarono inmediatamente la serie.
I nostri sondaggi invece ci sorpresero con 600 amici il primo venerdí per crescere fino a quota 1200! Una signora peruviana che vive in Italia, sta sveglia alla una di notte per vedere la trasmissione, contenta, tanto da farla poi passare alle sue amiche.
Come gruppo, abbiamo cercato di migliorare ogni settimana su come presentarci, la illuminazione dei nostri volti, la dizione non affrettata e soprattutto la credibilitá dei messaggi di fede e speranza.
Personalmente devo continuare ad aggiornarmi tecnicamente, sempre cercando di essere me stesso, con la mia voce non tanta chiara, ma dicono ancora convincente.
Al 6° venerdí abbiamo avuto la testimonianza emozionante di fede e di famiglia di una coppia che ha dovuto scappare dal Venezuela per radicarsi in Huacho dove é nata la loro stupenda bambina Victoria.
Il Venerdí Santo é dedicato alle “ultime 7 parole di Gesú in Croce”, unito al tema del dolore per chi soffre per il covid e per le loro famiglie.
La fede ci ha aiutato ad aprire una nuova finestra sulle famiglie.

LA CHIESA ABBANDONATA E RECUPERATA

Dall’autostrada panamericana sempre vedevo due torri campanarie spuntare nel deserto non lontano dall’Oceano Pacifico. Mi dicevano sempre che é una Chiesa abbandonata, casa degli spiriti, rifugio dei drogati ecc., ecc., senza porta e sporchissima…
Il Covid mi ha chiuso in casa e per aiutare i poveri, incaricavo un amico giornalista di fare da tramite dovunque avesse trovato situazioni da fame. Tutto in modo anonimo. Per tre volte mi aveva parlato di un refettorio popolare o “pentola comune” in zona quasi desertica e periferica vicino alla spiaggia. Nel mese di dicembre, tra la prima e seconda ondata covid, mi sono fatto accompagnare dall’amico per conoscere il posto, aldilá delle foto che mi aveva mandato. Il deserto si era popolato, ma non era facile sopravvivire con tutte le restrizioni covid. La signora responsabile e cuoca mi ha accolto con sorpresa: “É lei che ci aiuta! Avevo un po’ immaginato chi sará quel signor anonimo che pensa a noi?” Subito amicizia e poi al sodo: “Che cosa é piú necessario per i suoi 80 commensali? “Un frigorífero e poi non abbiamo acqua…” “Abbia fiducia, attraverso l’amico giornalista, faccia i preventivi, mi impegno”. Adesso hanno un grande congelatore, la cisterna dell’acqua e il lavandino connettato. Molto contenti i clienti.

LA CHIESA MISTERIOSA

“Signora, dov’é la Chiesa degli spiriti?” Sorpresa e anche timorosa mi accompagna, diventando un po’ rossa in faccia per lo stato disastroso in cui la Chiesa si trova. Mancavano pochi giorni al Natale. L’amico scatta qualche foto che poi pubblico nella mia storia di Facebook. Attraverso i commenti, riesco a farmi un’ídea della origine che parla di immigrati dal nord, l’ondata del terrorismo e dei vandali che rubavano il ferro delle finestre, delle porte e anche delle colonne in cimento armato.
Arrivo cosí a radunare il parroco della zona e due signore del gruppo dei fondatori arrivati lí in quel deserto desolato nel 1958, in cerca di un futuro migliore. Proprio loro avevano portato la devozione alla Croce di Motupe, costruendo a poco a poco una Chiesa, nello stesso stile architettonico della loro terra al nord.
Ci muoviamo nella sporcizia, ma vedo brillare nei loro occhi la speranza quando espongo il mio desiderio di dare una mano. Ho il loro disco verde, con il suggerimento di essere prudente per via dei trafficanti di terreno della zona. Prego San Francesco di Assisi che sentí la voce del Crocefisso: “Ripara la mia Chiesa!” Si inventó muratore e restauró la Porziuncola.

Io faccio quattro conti con ció che ho in tasca, non dimentico che ho l’obbligo di stare in casa, cerco chi puó aiutarmi a fare il “piccolo miracolo” alla San Francesco.
Appare un buldozer che spazza via la sporcizia e poi i muratori, il fabbroferraio, gli imbianchini… e tutto si trasforma, prende luce e colore. Ogni giorno ricevo sul cellulare le foto dell’avanzare del lavoro. Il tocco finale é il bianco vivace sulla facciata e l’azzurro cielo sulla parete dell’altare. Non ci sono piú le scritte anarchiche, il muro sinistro é ricostruito, l’area é circoscritta con un bel cancelletto, la grande porta principale in ferro é pronta ad aprirsi ogni volta che uno vuole entrare a pregare.
Ne gli spiriti, né i trafficanti mi hanno disturbato, Tutta la zona é un fiorire di case nuove, da baracche di legno a una scuola privata, da un hotel a 6 piani, a solo 100 metri dalla spiaggia che si sta attrezzando per il dopo covid. Sono passati solo due mesi dal sogno alla San Francesco, ma già con grande emozione ho messo nelle mani del parroco don Victor le chiavi della Chiesa restaurata. Puó cominciare a celebrare la Messa, proprio nella Domenica delle Palme: Gesú entra nella Chiesa di Hornillos.
Evangelizzazione e promozione umana vanno a braccetto.
Acqua per il refettorio dei poveri e acqua spirituale per tutti i credenti. È una bella Chiesa che spicca dall’autostrada con le sue due torri e la facciata di un giallo splendente.

LA PASQUA È VICINA

La Settimana Santa, qui è cominciata con anticipo di due giorni, con la Madonna Dolorosa ad aprire la strada. Siamo sempre in tempi tristissimi, zona rossa ad altissimo rischio, Cattedrale chiusa, con il covid schizzato verso l’alto, gli ospedali che fanno tutto ciò che possono, mentre il vaccino è ancora avvolto nella nebbia politica. Fra 10 giorni la parola passa al popolo: Elezioni Politiche.
Sempre con speranza, aspettiamo il Risorto.

Don Antonio Colombo

Huacho, 2 aprile 2021